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June 20, 2004

La liberazione degli italiani 

Non molti nuovi dettagli sono disponibili riguardo la liberazione dei mie concittadini sequestrati in Iraq. I militari USA apparentemente non hanno rilasciato alcuna altra dichiarazione che la conferenza stampa del Gen. Sanchez, e con ragione: le operazioni delle forze speciali non sono cose da rivelare al grande pubblico - e di conseguenza al nemico.

Berlusconi é stato accusato di avere usato la vicenda per fare pubblicitá a se' stesso: non ho seguito molto le televisioni italiane, ma non faccio fatica a crederlo, visto che Berlusconi ha sempre usato (efficacemente) tutti i media come strumento di propaganda.

Quale é stato il vero ruolo dell'Italia nella vicenda? Enzo Bianco, presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, sostanzialmente conferma quello che il ministro Martino ha dichiarato piú trionfalmente subito dopo la liberazione:

[...]Cade, di conseguenza, la tesi di un compenso elargito ai sequestratori: il Sismi non ha pagato alcun riscatto, "né risulta al servizio segreto militare - si legge in una nota del Comitato al termine dell'audizione del direttore del Sismi, Nicolò Pollari - che siano stati pagati riscatti". (...)
Bianco ha spiegato come la parte italiana sia stata "di accompagnamento" e, in riferimento all'attività svolta dai nostri 007 nei 56 giorni di prigionia degli italiani, ha precisato come l'Italia, in tutta la vicenda, abbia svolto "una attività di contatto, se volete di trattativa, con referenti politici, che è durata molto a lungo". Il Sismi, ha precisato Bianco, "ha avuto un ruolo molto importante ed efficace nei due mesi del rapimento" ma, ha aggiunto, "non ha avuto alcun ruolo nella vicenda strettamente tecnica della liberazione degli ostaggi". L'intelligence italiana ha dunque svolto "un ruolo di consulenza per l'adozione delle responsabilità proprie del governo".


Quindi l'azione non é stata organizzata insieme, ma gli americani si sono limitati ad informarci delle loro intenzioni. Peccato, ma comunque l'importante é che la vicenda si sia conclusa bene. Inoltre, non c'erano italiani coinvolti nella vicenda, ma solo un marocchino che conosce qualcosa della nostra lingua. E questo é un vero sollievo.
Gino Strada é invece non perde occasione per incensarsi, ma il suo racconto é pieno di sentito dire, di fonti di seconda o terza mano, di "stavamo per..." - nonche' di una strana superbia del tipo "Kubaissi convenne sulle mie richieste. Mi fece capire che la testa "politica" del gruppo dei sequestratori sarebbe stata disposta ad un rilascio senza condizioni nelle mani di pacifisti italiani." Certo, come no, abbiamo visto quanta considerazione i terroristi hanno per i pacifisti.
Senza contare poi che gli stessi ex-ostaggi danno una versione diversa dei fatti.

Strada: "Ci è stato detto che i 9 milioni incassati da Mutlak avevano convinto una parte del gruppo a trasferire gli ostaggi dalla prigione di Ramadi ad Abu Ghraib e a consegnarli agli americani con un finto blitz inscenato in una casa di Zaitun street. La strada dove ha provato ad avvicinarsi ieri il vostro cronista prima che provassero a sequestrarlo. Un testimone che abbiamo raggiunto, tale Fahad, ci ha confermato di aver visto la presa in consegna di Agliana, Cupertino, Stefio e del polacco la mattina dell'8 giugno".

Repubblica: Il secondo canale, invece, sembrerebbe una storia tutta polacca. Stefio lo intuisce tra l'1 e il 2 giugno. Il nuovo ostaggio polacco è con gli italiani da poche ore e, se ha il microchip sotto pelle, è già stato localizzato dalle forze della coalizione. Uno dei carcerieri, un iracheno, dice che sono in pericolo, che sono stati condannati a morte e che può dare loro una mano se ha una prova della loro esistenza in vita da portare fuori. Il carceriere-pentito (e prezzolato) chiede a Stefio un numero di telefono riservato e scatta una foto a lui e al polacco insieme. E' il 3 giugno. Tra il 4 e il 5 vengono trasferiti di nuovo, un viaggio lungo, di notte, che probabilmente ritarda il blitz fino al pomeriggio di martedì 8.

Gino, basta fare l'eroe campando di rendita. Se vuoi guadagnare un poco del mio rispetto, vai in Sudan ad aiutare i Cristiani ed Animisti che vengono uccisi e schiavizzati a centinaia dai miliziani arabi.

E per finire, notate questo titolo di Repubblica:

"Ostaggi liberi solo grazie a Usa L'Italia non c'entra niente"
Ma nell'articolo si dice che i servizi segreti italiani hanno avuto un ruolo importante.

Per non considerare poi alcuni editoriali, che danno l'impressione di voler screditare e minimizzare a tutti i costi il ruolo dell'Italia nella vicenda. E' tanto difficile riconoscere qualche merito ad un governo inviso, quando ce l'ha?

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