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September 13, 2004

Rabbia e Disgusto 

Certe cose mi fanno proprio uscire dai gangheri... quando leggo certe notizie, mi trattengo a malapena dallo scaricare la mia rabbia sul mio innocente computer.

In casi come questo, ad esempio:

STRASBURGO - La Francia pone il veto alla visita del presidente iracheno Ghazi Al Yawar al Parlamento europeo di Strasburgo, mercoledì prossimo. La presenza del capo di Stato iracheno è stata infatti considerata "inopportuna" dal governo di Parigi e la visita è stata annullata. [...] Proprio oggi il ministro degli Interni francese Dominique de Villepin ha affermato in un'intervista radiofonica che i giornalisti Christian Chesnot e Heorges Malbrunot "sono vivi" ma "il contesto è estremamente difficile perché a Bagdad i combattimenti si intensificano". Una volta di più, dunque, il ministro, tra i più convinti sostenitori del "no" quando si intraprese la guerra in Iraq, ha manifestato riserve sul modo in cui il governo provvisorio opera in Iraq.

Ovvero, sono i combattimenti contro guerriglieri, terroristi e banditi in Iraq che tengono quei due giornalisti prigionieri. Non i loro rapitori, non sia mai che si accusi un soggetto diverso dagli USA per tutti i mali del mondo!
I francesi non vogliono perdere il futile appoggio dei loro amici terroristi, e per questo sono disposti a vedere distrutto quello che di buono é stato fatto in Iraq di recente.

C'é una vecchia regola militare: non dare tregua al nemico. Ogni pausa, ogni allentamento della pressione gli consente di riposare e riorganizzarsi. Il governo iracheno deve combattere la guerriglia senza sosta (con l'aiuto della Coalizione); la posta in gioco é il futuro del paese.

Mi sembra chiaro che alla Francia non é mai importato un vero cazzo del popolo irakeno.
A loro andava bene commerciare petrolio ed armi con Saddam Hussein, questo é quanto.


Altra notizia, questa invece mi ha lasciato con una malefico risolino: Morte di un reporter in diretta televisiva.

Non commenteró l'indecente editoriale di Zucconi, che nel corso del tempo ha dimostrato un'ignoranza pressoché abissale nel ramo militare. Potrei decadere nelle offese personali. Leggete la versione dei fatti del CENTCOM e riflettete. Solo una nota tecnica: l'idea che i due giornalisti siano stati colpiti intenzionalmente é piuttosto ridicola. L'arma piú leggera a disposizione degli elicotteri d'attacco é la mitragliatrice a 6 canne GAU-2 (avete presente Predator?), che non é esattamente delicata con i corpi; tutto il resto é almeno 30mm. Se i due giornalisti fossero stati bersagliati intenzionalmente, i loro cadaveri sarebbero ridotti molto male. Ho visto un filmato (fortunatamente all'infrarosso) degli effetti di una 30mm contro alcuni guerriglieri: sono stati fatti a pezzi. Letteralmente.

Bene, reporter di guerra, volete essere sempre al centro dell'azione? Volete stare giusto un palmo fuori dalla portata dei proiettili? Eccovi l'azione, eccovi i proiettili. Solo ricordate, i vostri giubbottini con la scritta "PRESS" non bastano a difendervi dalle scheggie o dalle pallottole. Quindi se decidete di correre dei rischi, non lamentatevi quando le cose vanno male.

Ed ecco l'ultima perla, quella che mi ha veramente fatto incazzare come una biscia.
I brigatisti non si pentono:

ROMA - Pugni chiusi e uno slogan, "onore a Mario Galesi". Così la brigatista Nadia Desdemona Lioce ha concluso la lettura di un documento, nel corso dell'udienza per la richiesta di rinvio a giudizio per l'omicidio di Massimo D'Antona. Contenuti in linea con quelli "storici", soprattutto nell'utilizzo di alcuni vocaboli specifici del linguaggio delle Brigate Rosse, e una rivendicazione del ruolo del gruppo armato, con un riferimento preciso all'operato di Massimo D'Antona nel governo D'Alema. Al termine della lettura del documento, Lioce ha dichiarato: "Onore a Mario Galesi", il presunto brigatista morto il 2 marzo del 2003 nella sparatoria sul treno Roma-Firenze, in cui perse la vita anche il sovrintendente di polizia Emanuele Petri. E gli altri imputati hanno risposto sollevando il pugno chiuso.

Intanto "presunto brigatista"?? Ma state scherzando o siete stupidi davvero? E' stato salutato come "compagno" da una brigatista (lo dice lei stessa), e voi lo chiamate "presunto"?

Comunque, quando ho letto questa storia mi é sorta questa fantasia: prendere il calibro 12 di mio padre, caricarlo con cartucce da caccia al cinghiale e sparare dritto in fronte a tutti quei bastardi. Metodicamente, ricaricando con calma ogni due colpi.

E' chiaro che questi terroristi non si pentiranno mai, e per tutto il resto della loro vita continueranno a tentare la loro anacronistica rivoluzione comunista, completamente incuranti dello scorrere del tempo e delle diverse aspirazioni del popolo. Perché tenerli vivi in galera, a spese degli altri cittadini, ed ancora in grado di spandere la loro nociva propaganda e contaminare altre menti? Non sarebbe meglio farla finita rapidamente?

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