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June 08, 2006

Misurata Soddisfazione 

Abu Musab Al-Zarqawi, sospetto capo di al-Quaida in Iraq é morto a ieri, mercoledí, durante un attacco aereo americano che ha colpito la casa di Baquba nella quale si trovava insieme ad almeno sette luogotenenti, uccisi pure loro.

Non dobbiamo farci prendere peró dalla sete di sangue e festeggiare questo evento come una lieta notizia. E' morto un combattente per una causa - diversa da quella dell'occidente avido di risorse e spaventato da un nemico che sembra minacciare le sue vere radici - ma sempre una causa in cui credere e per la quale combattere fino alla morte. Zarqawi era pur sempre un uomo come noi, con genitori e forse figli che ora piangeranno la perdita di quello che per loro era un comunque un padre, e forse accecati dall'odio decideranno di seguire le sue orme e vendicarsi alimentando la spirale di violenza.




Ci credete?? E' solo un esercizio di giornalismo post-moderno e relativista.

Quello che penso davvero:
SEI MORTO BASTARDO! Ora non potrai piú mandare i tuoi jihadisti a far saltare civili a frotte, niente piú decapitazioni di prigionieri inermi. Due JDAM da 500 kg fanno male sulla capoccia eh? E ce ne sono molte altre in serbo per i bastardi come te.

Quindi, stappiamo una bottiglia di vino buono e grigliamo costaiole di maiale, perché la morte di uno jihadista non é mai una brutta notizia.

Nel frattempo, ho fatto un paio di modifiche al sito: ho aggiunto il collegamento al mio feed Atom, nella barra sinistra giusto sopra la marassa. Ed ora, per tornare alla pagina principale basta cliccare sul titolo del blog.

Aggiornamento 10/06: Emergono nuovi dettagli sull'attacco. C'erano forze USA sul posto, una squadra della Delta Force che ha ritenuto che un'attacco terrestre poteva troppo facilmente finire con l'ennesima fuga di Zarqawi. Per questo motivo, é stato richiesto l'intervento di due F-16 che stavano compiendo un'ordinaria missione di copertura; uno solo dei due aerei é intervenuto mentre l'altro faceva rifornimento in volo. Il pilota ha probabilmente usato il designatore laser che aveva a bordo per designare il bersaglio, ed ha quindi sganciato una GBU-12 da 240 kg regolata per esplodere non all'impatto, ma con un leggero ritardo - e quindi all'interno dell'edificio. Il pilota ha giudicato l'effetto della prima bomba insufficiente, e quindi ha sganciato anche uno JDAM (guida GPS) con le stesse caratteristiche.

Nonostante tutto, Zarqawi é sopravvissuto per una decina di minuti, ed é quindi deceduto per le ferite riportate poco dopo l'arrivo dei soldati americani (ed anche se fosse stato finito intenzionalmente, non verserei mezza lacrima).

Wretchard ci lascia anche con una considerazione da non prendere alla leggiera:
Our willingness to fight by the strictest legal standards must be matched by a corresponding willingness to sacrifice in order to uphold those standards. It may be necessary to bleed and to bleed at home to uphold our beliefs. Or change them. Talk Left merely poses the dilemma. But the choice is ours. The tragedy of the West is that it is simultaneously impatient for safety; intolerant of hardship and unable to bear guilt. The demand for no body bags; no protracted war; no inconvenience; no painstaking effort also means, in it's own way, a secret demand for no law.

Comments:


Lo sai che per un attimo mi avevi fregato!

Tra l'altro la famiglia di Zarqawi lo aveva rinnegato pubblicamente dopo l'attentato in Giordania. E in quell'occasione laggiù in UK Yvonne Ridley di "Respect" scrisse un allucinante articolo (che se ricordo bene linkai) rimproverandoli.

Wellington altrimenti loggato

 

Per la precisione la dolce Yvonne (che qui seguo quotidianamente su Islam Channel, dove e' direttrice del settore notizie e politica) disse che "c'e' qualcosa di ripugnante in quelli che si affrettano a ripudiare il terrorismo".

Quella donna e' uno spot vivente per l'islamofobia.

 
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